Stabilizzatori

Stabilizzatori

L’aumento del numero di apparecchiature sensibili alle variazioni di tensione ha determinato una richiesta continua di strumenti capaci di garantire la fornitura di una tensione stabile ed indipendente dalle variazioni della rete di distribuzione.

Perdita di dati, prodotti difettosi, minore sicurezza, guasti di macchinari, informazioni imprecise sono solo alcuni esempi di possibili problemi dovuti ad una rete instabile.
Lo stabilizzatore di tensione ha dimostrato di essere una risposta efficace al fine di prevenire potenziali danni dovuti alla fluttuazione della tensione in ingresso.

L’installazione di uno stabilizzatore di tensione è spesso la soluzione per assicurare continuità e qualità di produzione.

USO DI UNO STABILIZZATORE
Un tipico stabilizzatore di tensione è in grado di rispondere ai cambiamenti nei livelli di tensione sulla linea di ingresso provocati da abbassamenti di tensione e sovratensioni.
Gli abbassamenti di tensione possono essere causati da linee di distribuzione sottodimensionate,
connessione di grossi carichi alla rete, guasti a terra, ecc. Le sovratensioni possono essere generate dalla disconnessione di grossi carichi, dall’aumento della tensione a livello di generatori, da fenomeni atmosferici, ecc.
La durata di tali eventi dipende dalla causa e non è facilmente prevedibile.
Generalmente gli abbassamenti di tensione sono più comuni, specialmente laddove la distribuzione non è capillare ed efficiente. Altri disturbi quali picchi, transitori, rumore elettrico ad alta frequenza e distorsioni armoniche devono essere trattati con l’aggiunta di specifici sistemi di filtraggio.
Il buon funzionamento della maggioranza delle apparecchiature elettriche ed elettroniche dipende dalla correttezza e dalla stabilità della fornitura di tensione. Oggi molti utenti industriali e privati sono soggetti a fluttuazioni anche di lunga durata che possono essere dannose e persino pericolose.

CONFRONTO CON SISTEMA UPS
Le caratteristiche di utilizzo descritte in precedenza portano alla scelta dell’installazione dello stabilizzatore invece di un UPS per le seguenti ragioni:

  • Costi notevolmente inferiori
  • Ampia copertura di potenza
  • Copertura di più ampi intervalli di variazione di tensione in ingresso
  • Possibilità di assorbire sovraccarichi fino a 2In
  • Possibilità di assorbire correnti di inserzione fino a 10In
  • Maggiore affidabilità e robustezza
  • Assenza di batterie e conseguente facilità di immagazzinamento e trasporto
  • Elettronica impiegata solo nei circuiti ausiliari e conseguente trascurabile introduzione di armoniche
  • Servizio continuo

SCELTA DI UNO STABILIZZATORE DI TENSIONE
In generale uno stabilizzatore può essere scelto sulla base di alcuni elementi:

  1. NUMERO DI FASI
  2. TENSIONE NOMINALE
  3. CAMPO DI VARIAZIONE DELLA TENSIONE IN INGRESSO
  4. POTENZA NOMINALE
  5. INSTALLAZIONE

Una volta stabiliti questi sei elementi, qualsiasi altra richiesta addizionale può essere trattata
separatamente.

NUMERO DI FASI
Il numero di fasi dello stabilizzatore dipende dal tipo di carico:
Carico monofase: stabilizzatore monofase.
Combinazione di diversi carichi monofase: stabilizzatore trifase oppure uno stabilizzatore monofase su ciascun carico.
Carico trifase: stabilizzatore trifase.

TENSIONE NOMINALE
Rilevare sempre le tensioni nominali che si hanno all’ingresso ed all’uscita dello stabilizzatore.
Nel sistema trifase fornire il valore concatenato delle tensioni.
Data l’esistenza di diverse tensioni nominali a livello internazionale, non presumere che la Vostra tensione nominale sia automaticamente nota.

CAMPO DI VARIAZIONE IN INGRESSO
E’ un dato chiave per la scelta ed il dimensionamento dello stabilizzatore.
Determinare l’entità dell’oscillazione della tensione di ingresso e tenere un margine di sicurezza su tale percentuale. Lo stabilizzatore standard può essere progettato per un intervallo di variazione simmetrico o asimmetrico. Un campo di variazione maggiore del valore nominale comporta una variazione in uscita pari alla differenza della percentuale di variazione in entrata.

POTENZA NOMINALE
Determinare la potenza necessaria all’alimentazione del sistema dei carichi ed anche in questo caso tenere un margine di sicurezza aggiuntivo per possibili ampliamenti successivi. La potenza dello stabilizzatore di tensione è espressa in kVA (chilovoltampere), mentre la potenza del carico viene spesso espressa in kW (chilowatt). Il legame tra queste due unità di misura è fornito dal fattore di potenza (cosj):

KVA= KW / COSFI

Ricordare che:
kVA = tensione di carico x corrente di carico (monofase)
kVA = 1,73 x tensione concatenata di carico x corrente di carico (trifase)
Nel caso in cui il fattore di potenza e\o la potenza in kW non siano facilmente determinabili, assicurarsi di rilevare le correnti assorbite in modo da poter eseguire un corretto dimensionamento dello stabilizzatore.
Tutti gli stabilizzatori sono progettati per la massima corrente d’ingresso.

INSTALLAZIONE
Al fine di fornire la macchina più adatta, è raccomandabile dare informazioni sulle condizioni di
installazione.
E‘ necessario conoscere:

  • Grado di protezione IP
  • Installazione interna od esterna
  • Altitudine e caratteristiche climatiche del sito di installazione
  • Temperatura ambientale
  • Eventuali pericolose situazioni ambientali quali atmosfera aggressiva, esposizione a componenti chimici, ecc.

VANTAGGI
La scelta di uno stabilizzatore di tensione consente di avere:

  • Regolazione graduale ed affidabile
  • Precisione in uscita fino da ±0.5% (stabilizzatori elettrodinamici) fino a ±0.3% (stabilizzatori elettronici)
  • Corrente di inserzione fino a 10 In
  • Trascurabile introduzione di distorsione armonica
  • Alto rendimento
  • Potenze elevate

GAMMA DI PRODOTTI
La produzione di stabilizzatori di tensione copre un’ampia gamma di tipologie standard:

  • Monofase elettrodinamici da 0.3 kVA a 60kVA (MINI AVR)
  • Trifase elettrodinamici da 2 kVA a 250kVA (MIDI AVR Y)